Carlosan’s Weblog

Ripetere, ripetere, ripetere… e ancora ripetere

Coltivare domande

Pubblicato da carlosan su Novembre 9, 2007

Ciao a tutti,

volevo lanciare una proposta nata dalla lettura di un articolo precedentemente postato (Intervista a Takeshita): strutturiamo insieme un’intervista al nostro prof.?

Pensavo che sarebbe importante scrivere nel nostro blog le prime domande che vorremmo fare a Takeshita, in seguito sistemarle e preparare la stesura definitiva. A lezione non abbiamo sempre tempo di approfondire alcuni aspetti sotterranei della lingua e della cultura giapponese, sarebbe una buona occasione per farlo ora, con una bella serie di domande.

Cosa ne pensate?

a presto,

silvia

4 Risposte a “Coltivare domande”

  1. carlosan detto

    Rompiamo il ghiaccio…
    questa domanda nasce da un’affermazione del prof durante una lezione del mercoledì,
    riguardante l’uso del linguaggio e sulla possibilità di vivere in maniera diversa il linguaggio
    (parlando nello specifico della lingua giapponese).
    La domanda che porrei a Takeshita è questa:

    Potrebbe spiegare meglio che cosa intende con l’espressione “uso etico del linguaggio”?
    Che cosa significa vivere una lingua in questo modo? Come la lingua riflette questa eticità?

    Domanda che intendo sviluppare ulteriormente, spero di ricevere anche un vostro contributo.
    Un saluto,
    silvia

  2. azrat detto

    a me verrebbe da domandare perchè il rispetto non è per tutti, cioè, perchè per esempio non rispetta i bambini ed anzi è considerato fuori luogo rivolgersi con termini rispettosi a chi è più in basso di te.
    E poi vorrei chiedere quanto i giapponesi più giovani abbiano il culto della formalità.

  3. nanamalefica detto

    Se ci si pensa anche noi in Italia non ci rivolgiamo ai bambini come facciamo con gli adulti..non andiamo a dare certo del lei o del voi! :)

  4. carlosan detto

    Continuo ad aggiungere domande per l’intervista (che vorrei veramente fare) a Takeshita:

    -Come è nata in lei l’idea di rivoluzionare il sistema di insegnamento delle lingue straniere in Italia? Quali esperienze hanno supportato il suo lavoro e, se è possibile riassumerlo in poche parole, qual è il pilastro del suo insegnamento?

    -E’ possibile dire che il suo insegnamento è influenzato dal Buddhismo? Se sì, in che modo e in che misura è influenzato da esso?

    -Come spesso lei racconta a lezione i giovani giapponesi hanno perso il legame con la tradizione giapponese e la differenza tra la sua generazione e quella dei nostri coetanei è molto evidente. Se potesse salvare un Valore della sua cultura, che rischia di andare perduto con la nuova generazione, quale salverebbe?

    aspetto qualche vostro contributo!!
    l’unica cosa che mi sento di sottolineare è
    questa: l’idea di un’intervista a Takeshita nasce dall’idea di poter confrontare il nostro mondo (linguistico-culturale) con quello di una persona che ha vissuto in un Paese molto diverso dal nostro e che ha avuto la possibilità di conoscere anche l’Italia. Personalmente la vedo come un’occasione speciale per sollevare domande e questioni ad un docente di tutto rispetto, rappresentante forse di un Giappone che oggi non esiste (quasi) più. Cerchiamo il dialogo, apriamoci con le domande. Diamo risalto alle cose che viviamo!

    silvia (sibe)

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